I cicli della Natura e della vita

Mar 27, 2021 | Natura e cicli di vita | 2 commenti

In questo post vorrei esplorare con voi alcune dimensioni della ciclicità e della fertilità che tendiamo a trascurare nella vita di tutti i giorni,  nonostante siano fenomeni naturali, centrali nella nostra esistenza sul pianeta. Avere un rapporto consapevole con la Natura può, invece, avere un impatto importante sul nostro benessere.

Come esseri umani, tutte le nostre esperienze di vita sono connesse al concetto di tempo: non c’è infatti ricordo, memoria, emozione vissuta o speranza futura che non abbia nella nostra mente una collocazione temporale a noi nota.

Inoltre, come esseri umani siamo abituati ad organizzare psicologicamente il tempo attraverso strumenti come l’orologio ed il calendario. Possiamo pensare che le varie agende, liste o promemoria abbiano la funzione di non farci dimenticare le cose importanti da fare, di garantirci di arrivare in orario ai nostri appuntamenti o ricordarci ricorrenze speciali, ma se riescono a fare questo è proprio perché riproducono all’interno della nostra mente dei rapporti cronologici tra gli eventi e ci danno la misura della distanza tra di essi, proprio come se fossero oggetti nello spazio. 

Il calendario: psicologia del tempo

Questa esigenza psicologica ha origini antiche, infatti i primi tentativi di tener conto dello scorrere del tempo risalgono ad annotazioni geroglifiche da parte degli antichi Egizi. Nel corso dei secoli, tra clessidre e meridiane, varie proposte per concettualizzare la dimensione temporale si sono susseguite nella storia dell’uomo, mostrando essenzialmente un aspetto in comune: tutte sono basate sui fenomeni astronomici del cosmo di cui facciamo parte.

Il ciclo circadiano (il giorno solare di 24 ore, come noi lo conosciamo) ed il ciclo dell’ anno solare, sono infatti ritmi naturali ed osservabili, che hanno origine dal rapporto tra la Terra ed il suo movimento rispetto al Sole.

Ruotando su se stessa, la Terra espone progressivamente tutta la sua superficie ai raggi solari nell’arco di un giorno ed una notte. Mentre per compiere un’intera rivoluzione intorno al Sole impiega 365 giorni: questa è la durata dell’anno solare, il cui nome deriva da “annus”, ovvero “anello”, “cerchio”, ad indicare la natura ciclica, circolare, del moto del pianeta terrestre che torna nello stesso punto della sua orbita per ricominciare di nuovo il suo percorso intorno alla stella.

Se la rotazione della terra su se stessa è ciò che determina l’alternanza tra giorno e notte, la sua rivoluzione intorno al Sole è invece ciò che scandisce il ciclo delle stagioni sul nostro pianeta: dal loro ritmo dipende infatti il ciclo di fertilità della Natura.

E’ interessante quindi notare che il calendario nasce come strumento creato dalla mente dell’essere umano per regolare il suo rapporto con la realtà naturale che lo circondava, la stessa che lo circonda tuttora. Il tempo, e le trasformazioni che è in grado di produrre, restano elementi basilari della realtà psico-fisica umana.

Come funziona il ciclo della Natura ?

Man mano che percorre la sua orbita intorno alla stella, la superficie terrestre varia la sua posizione e distanza rispetto ad essa e quindi va incontro a cambiamenti significativi nella quantità di luce solare a cui è esposta. In base a questo meccanismo, si hanno fasi dell’anno più luminose e calde e fasi dell’anno più oscure e fredde (l’inclinazione dell’asse terrestre rispetto alla sua orbita è ciò che invece determina l’inversione di stagioni che si ha tra emisfero boreale ed emisfero australe).

Da questo ritmo dipendono direttamente i cicli di vita e di fertilità nella Natura. Infatti nel corso dell’anno tutti i regni viventi del pianeta (esseri umani, animali e piante) alternano fasi di attività e produttività, in cui proliferano e crescono, a fasi di quiete e recupero, in cui rallentano o si fermano. Per la maggior parte del mondo animato questi ritmi sono allineati in risposta alla sequenza delle stagioni. 

I momenti dell’anno che marcano l’ingresso in ciascuna nuova stagione sono gli Equinozi (di Primavera e di Autunno) ed i Solstizi (di Estate e di Inverno). Questi momenti si alternano tra di loro e corrispondono a particolari posizioni della Terra rispetto al Sole che segnano i cambiamenti climatici ed ambientali sperimentati dagli abitanti del pianeta.

In particolare, ciascun Equinozio (dal Latino “aequa nox”, “notte uguale”, sottinteso “al giorno”) è un momento dell’anno in cui la durata del giorno è esattamente pari a quella della notte. All’opposto, ciascun Solstizio (dal Latino “sol”, “sole” e “sistere”, “sostare”) è un momento dell’anno in cui questa differenza è estrema, in quanto le ore notturne sono superiori alle ore di luce (in Inverno) oppure, al contrario, le ore di luce dominano su quelle di buio (in Estate).

La Primavera e l’Estate rappresentano le fasi dell’anno in cui la Natura nel suo complesso torna a vivere, i fiori sbocciano sui rami per poter dare nuovi frutti, e gli animali tornano ad accoppiarsi e riprodursi, generando nuove risorse per la vita dell’essere umano; invece in Autunno ed in Inverno gli animali preparano le loro scorte per poi andare in letargo, mentre gli alberi perdono le foglie vecchie per far spazio alle nuove, andando a nutrire il terreno spoglio che proteggerà i semi negli strati del suolo, dove si preparano per germogliare nel ciclo vitale successivo.

Notiamo che il meccanismo stesso di ciclicità che regola la fertilità della Terra ci indica come questo concetto non possa limitarsi a rappresentare solo le fasi produttive o generative (come invece la definizione di “fertilità” tradizionalmente ancora indica), bensì includa necessariamente anche le fasi di pausa o sosta, come parti integranti del sistema, necessarie per sostenerne il funzionamento.

Ciò che muore lascia il posto a ciò che nasce e senza questo dispendio, un nuovo ciclo vitale non sarebbe possibile. 

Se consideriamo la fertilità dalla prospettiva del ciclo della Natura, si tratta quindi di una ciclicità in perpetuo movimento, tra fasi di luce e buio, tra creazione e distruzione, tra vita e morte – a livello sia concreto, sia simbolico.

L’implicazione per noi esseri umani è che osservare, celebrare ed onorare le fasi dell’anno permette a tutti gli individui di allinearsi alle energie del ciclo vitale.

Esplorare queste energie può risultare benefico per ottenere più armonia e benessere nella propria vita, preparandoci ad accogliere il cambiamento offerto dalle stagioni ed utilizzarlo come risorsa, anziché soffrirne. A livello simbolico, possiamo trovare il ciclo di vita rispecchiato nel ciclo stagionale della Natura e questo ci permette di conoscere, imparare a relazionarci e prepararci alle fasi di vita che verrano, nonché rivisitare e rivivere psicologicamente quelle che sono già trascorse.

Osservare, celebrare ed onorare, invece, le fasi della ciclicità femminile offre una versione parallela della stessa esperienza, ma alquanto più profonda, perché ci permette di sperimentare il nostro rapporto personale con le diverse “stagioni” della nostra vita e di valorizzare in modo specifico i temi che emergono dal proprio vissuto, attraverso una chiave di lettura offerta dalla forza vitale stessa.

E’ perciò un modo inedito di esplorare e conoscere il proprio mondo psichico, passando dalla realtà fisica della Natura che ci circonda e da quella biologica del nostro corpo che le appartiene.

Al rapporto tra fasi del ciclo della Natura (in particolare lunare) e fasi del ciclo femminile di fertilità sarà dedicato l’argomento di un prossimo post. Invece adesso, andiamo a conoscere le basi! 😉

Dal ciclo della Natura al ciclo della vita

A livello archetipico, possiamo cogliere un preciso riflesso possibile tra l’essenza simbolica delle quattro stagioni dell’anno e le principali fasi del ciclo di vita umano. Vediamo in dettaglio che cosa il ciclo della Natura può rappresentare rispetto al nostro ciclo di vita!

Primavera

E’ la fase iniziale di un nuovo ciclo vitale ed è associata alla fase della fanciullezza, qui intesa in senso più ampio come il periodo tra la nascita e la pubertà.

E’ il periodo in cui la Natura si avvia verso quello che sarà l’apice della sua maturità produttiva, ma che è ancora lontano: quel momento va preparato, amministrando le risorse. Esattamente come un fiore sboccia, tra raggi di sole e gocce di pioggia, a partire da una piccolissima gemma, così il bambino sperimenta ed apprende durante la sua crescita ciò che gli permetterà di prepararsi per la vita adulta nella fase successiva.

E’ un momento fatto di cieli sereni, come lo sguardo fiducioso di un neonato verso la madre. Una fase di nuovi arrivi, come i boccioli sui rami ed i cuccioli degli animali, come una coppia che si prepara alla nascita. E’ un periodo simbolicamente associato alla gioia ed all’entusiasmo, infatti i colori della Primavera sono accesi, sgargianti ed allegri, proprio come l’età del fanciullo è quella maggiormente caratterizzata, rispetto alle altre, dal gioco, dalla spensieratezza e dalla curiosità verso il futuro.

Estate

E’ il periodo della produttività, in cui la Natura raggiunge il suo apice vitale. Le ore di luce sono estese al massimo e con la loro energia stimolano la crescita di tutto ciò che è vivo. Gli alberi sono carichi di frutti, i campi scintillanti con le messi baciate dai raggi potenti del Sole, gli animali si avventurano ad approvvigionarsi nel clima mite, con al fianco i loro cuccioli a cui insegnare a fare lo stesso. Anche nella vita urbana, questa stagione illumina le serate ed alimenta le occasioni di socializzazione ed esplorazione.

All’interno del ciclo di vita, questa stagione corrisponde quindi alla fase dell’adultità, caratterizzata dal raggiungimento del picco massimo delle nostre energie vitali. Infatti, non siamo più fragili come un neonato o resi vulnerabili dall’inesperienza del ragazzo. Non siamo ancora indeboliti dalle fatiche della vita come potrà esserlo successivamente l’anziano. Siamo nel nostro “momento di gloria”, in cui il nostro potenziale riproduttivo può essere attualizzato, investendo queste risorse nella genitorialità, così come dedicandoci alla carriera lavorativa, ad un progetto di coppia, ad un’espansione personale in generale.

Autunno

E’ il momento della post-produttività. E’ la fase che viene dopo che l’ondata creativa si è compiuta. E’ il primo, potenziale bilancio. E’ la prima opportunità di guardarsi indietro ed osservare ciò che è stato realizzato, perché si è compiuta abbastanza strada da renderlo possibile.

In Natura, è la fase in cui il mondo animato lascia andare, le energie vitali invertono rotta e se prima erano concentrate in una direzione generativa, adesso le risorse sono esaurite e non è più tempo di dare frutti o fiori, ma di rivolgersi interiormente e prepararsi alla lunga notte del letargo. Gli animali fanno scorte nelle loro tane, le chiome degli alberi cambiano colore ed il brillante verde primaverile lascia il posto a ad un oro malinconico. Cala la quiete, mentre gli esseri umani stessi si ritirano nei loro ambienti domestici, al riparo da temperature meno clementi.

Questa fase rappresenta l’anzianità, ma in generale tutti i momenti che seguono un picco di energie che impennano. Dal punto di vista del ciclo di vita, di solito è considerata in modo stereotipato come la fase in cui si perdono risorse, il corpo diventa potenzialmente più fragile e non c’è altro da fare che arrendersi al declino.

In realtà, sappiamo da molteplici ambiti disciplinari che questo non corrisponde a realtà. E che se qualcosa viene lasciato, come nel caso del lavoro, dopo il ritiro all’età pensionistica, o perso, come nel caso di separazioni o lutti di persone care, è anche la fase della conquista della maturità.

Ci sono certezze guadagnate a caro prezzo, ci sono soddisfazioni date dai traguardi raggiunti e dal sapere molto meglio chi siamo. 

Inverno

E’ la fase del silenzio. In tutti i sensi. Rappresenta la fine di un ciclo vitale ed in Natura questo è proprio ciò che crea il presupposto stesso affinché un nuovo ciclo vitale possa, in seguito, ripartire. In questo momento la terra è immobile ed insulata sotto strati di brina o neve. I rami degli alberi sono secchi, spogli, ridotti all’osso. Gli animali sono al riparo nelle loro tane, ma qualcuno non sopravviverà alle temperature rigide. Gli esseri umani, altrettanto, sono riuniti nelle loro case e contrastano il buio dominante della stagione con luci colorate e decorazioni scintillanti, fanno fronte al freddo con bevande ed alimenti che riscaldino.

E’ una fase a cui realisticamente sarebbe imprudente esporsi con la goliardia dell’Estate. E’ la Natura che si suggerisce a chiare lettere che il nostro istinto di sopravvivenza esiste per un valido motivo. Il rigido Inverno, infatti, corrisponde nel ciclo di vita alla fase della morte. La cessazione di ogni attività e la fine irrecuperabile di tutto; il momento in cui, proprio quando guardandoci indietro avremmo il massimo da poter riesaminare alle nostre spalle, quell’occasione di farlo ora non esiste più. Dietro di sé lascia il vuoto e qualsiasi suono o pianto echeggia nel gelo. 

Prova a riflettere sulla tua stagione preferita: qual è? Quale, invece, ti piace meno?

Cosa pensi questo possa suggerirti, dopo ciò che hai letto? Riportalo, se vuoi, nei commenti!

E’ fondamentale notare che queste descrizioni delle fasi archetipiche non sono da intendersi come normative o prescrittive. Esattamente come una Primavera può essere grigia e piovosa, o un Inverno particolarmente soleggiato, non si intende affermare che un individuo, ad esempio, durante la sua età adulta sarà necessariamente in forze o nel pieno delle sue facoltà personali. Così come nell’età anziana non siamo condannati ad un progressivo decadimento in senso lineare, ma possiamo invece trovare nuove energie o soddisfazioni proprio in questa fase di vita.

Ogni stagione, come ogni fase di vita, ha zone di luce e zone di ombra e coltivare il nostro rapporto con queste realtà significa anche imparare ad apprezzare e valorizzare questa dualità intrinseca.

E’ possibile applicare lo stesso paradigma a tutti i cicli vitali. Ad esempio, le fasi della gravidanza, del parto e del post-partum ricreano, all’interno di un ciclo più breve, la stessa sequenza nell’alternanza di energie. A livello di cerchi ancora più piccoli, il ciclo femminile ricapitola anche’esso il ciclo delle stagioni e del ciclo di vita (come vedremo in un prossimo post, dove riprenderemo le analogie tra le fasi della Natura e le fasi della fertilità femminile).

Allo stesso modo, qualsiasi progetto, opera o lavoro potranno rispecchiare questo modello: se riusciamo ad individuarlo ed utilizzarlo come filtro di lettura dei processi e degli eventi, sarà allora possibile incanalare le nostre energie al meglio, ogni volta che abbiamo a che fare con le forze della creatività e della generatività.

“Tre cose non possono essere nascoste a lungo: il Sole, la Luna, la verità.”

La ciclicità del pianeta: tra tempo e spiritualità

Esistono altri modi di considerare il tempo, da un punto di vista significativo per la psiche umana? Ed in passato, è stata mai data maggiore attenzione al ciclo della Natura ed alla sua importanza?

In effetti, sì. Tra le varie strategie che l’essere umano ha sviluppato per comprendere e dare un senso al tempo, abbiamo citato all’inizio una breve storia del calendario. Sebbene molti degli strumenti impiegati fossero basati sul ritmo della luce solare, altre culture hanno invece tentato di misurare l’avanzare del tempo attraverso il ritmo lunare. Da questo punto di vista, un anno solare (un ciclo completo attraverso le stagioni) corrisponde a circa 13 cicli lunari (detti anche lunazioni).

Tuttavia, questa scansione temporale è meno precisa e richiederebbe maggiori allineamenti per mantenere la stabilità necessaria a misurare in maniera consistente la durata dell’anno. Per questo questo è stata sostituita dall’osservazione del ciclo della luce solare.

Anche considerare l’anno solare, in realtà, implica un aggiustamento per allineare il calendario all’effettivo moto terrestre e si effettua aggiungendovi un giorno ogni 4 anni (anno bisestile).

Un altro aspetto da considerare è che l’anno solare è costituito da 12 mesi nel calendario, un numero simile a 13. C’è un motivo per questo? Anche in questo caso, la risposta viene dall’osservazione del cielo e dei cicli più grandi intorno a noi, entro i quali siamo immersi.

Gli antichi Babilonesi per primi ebbero successo nel dare una forma matematica a fenomeni celesti e ad introdurre il concetto di costellazioni, ovvero 12 campi dell’orizzonte, di circa 30 gradi di ampiezza, rispetto alle quali la Terra transita nel corso di un anno. Queste furono poi riprese dallo scienziato greco Tolomeo, che diede loro il nome di zodiaco (“zoon”, “animali” dal Greco) a causa della somiglianza tra i gruppi di stelle in tali aree e le immagini di animali, dando vita all’astrologia che conosciamo oggi.

Il moto della Terra ed altri pianeti all’interno dei 12 segni zodiacali rappresenta un altro modo di tenere traccia del tempo, dato che i cicli dei pianeti hanno lunghezze diverse e il loro insieme rappresenta una sorta di “orologio” in grado di posizionare gli eventi nel tempo in base alla mappa del cielo.

In epoche successive, invece, un esempio di concezione del tempo basata sui ritmi della Natura si può trovare nella tradizione celtica ed in altre culture di derivazione pagana (da “pagos”, “rurale”, in Greco) di festeggiare il passaggio delle stagioni attraverso celebrazioni dedicate al cambiamento e ai cicli vitali della terra.

In questo caso, le transizioni nel ciclo delle stagioni erano collegate alla  “Ruota dell’Anno”, una versione dell’anno solare definita da 8 momenti che comprendono i quattro fenomeni astronomici principali dell’anno (Equinozi e Solstizi) e quattro momenti intermedi ad essi (detti “cross-quarter days”), corrispondenti se vogliamo alle cosiddette “mezze stagioni”…che “non ci sono più” 😉 

Ma in passato c’erano ed in realtà ci sono ancora! Ci siamo solo progressivamente dimenticati di dare ascolto a tutti i cambiamenti ciclici e stagionali della Natura in cui siamo immersi.

Anche nell’antropologia cristiana, successiva ai culti pagani, le celebrazioni di momenti cruciali della vita del Cristo sono associate al simbolismo degli eventi naturali: la sua nascita al Solstizio di Inverno (Natale) quando la luce è appena “nata”; la sua resurrezione alla “rinascita” della Primavera (Pasqua), solo per citarne alcuni. 

Armonia con i cicli e benessere

Uno spunto utile è proprio quello di ritornare a conoscere il significato del ciclo delle stagioni naturali, così che possiamo osservare e sperimentare concretamente il cambiamento, esplorando in profondità il potere del ritmo vitale intorno a noi.

Distratti dall’affollarsi di stimoli tipico del vivere urbano, abbiamo perso nel tempo l’attitudine ad osservarle ed apprezzarle, a riflettere sul significato che hanno per noi e la nostra vita, per la nostra “fertilità” in senso lato.

Ma osservare i cicli della Natura è un modo per allinearci alla realtà che circonda e vivere meglio. Possiamo fare buon uso dell’energie del nostro ambiente, se le comprendiamo ed assecondiamo, al posto di ignorarle o contrastarle.

La mente umana sperimenta una sensazione di benessere quando osserva la presenza di armonia. Apprezziamo allora la bellezza del cosmo (dal greco “cosmos”, “ordine”) con la sua stabilità, coerenza, consistenza e regolarità ed onoriamo le lezioni che può impartirci sulla natura ciclica della vita.

Questo post introduce una serie di post più specifici nel corso dell’anno, in cui rifletteremo sui significati psicologici delle fasi del ciclo di fertilità della Terra. Potremo così celebrare insieme i cicli della Natura e coltivare uno spirito di ascolto e ricettività verso il mondo intorno a noi, come strumento per accrescere la nostra consapevolezza verso uno dei tanti cicli a cui apparteniamo.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento oppure continua a leggere gli altri articoli della serie.

Qui puoi trovare gli articoli dedicati ai momenti significativi del ciclo dell’anno:

  • Equinozio di Primavera (21 Marzo – 1 Maggio)
  • Culmine di Primavera (1 Maggio – 21 Giugno)
  • Solstizio di Estate (21 Giugno – 1 Agosto)
  • Culmine di Estate (1 Agosto – 21 Settembre)
  • Equinozio di Autunno (21 Settembre – 1 Novembre)
  • Culmine di Autunno (1 Novembre – 21 Dicembre)
  • Solstizio di Inverno (21 Dicembre – 1 Febbraio)
  • Culmine di Inverno (1 Febbraio – 21 Marzo)

COMMENTI

2 Commenti

  1. Tazzina verde

    Mi è piaciuto molto come articolo! E mi ha fatto riflettere il fatto che mentre prima amavo la primavera e l’estate ora amo molto di più l’autunno e l’inverno…forse perché sono il momento di chiudersi in se stessi e guardarsi dento…cosa di cui ho molto bisogno

    Rispondi
  2. Jessica

    @Tazzina verde Che bello!! Ti ringrazio tanto per il tuo commento e sono sicura che potrà ispirare anche altri lettori a fare riflessioni! 🙂 Buona consapevolezza della fertilità! <3

    Rispondi

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