Equinozio di Autunno

Set 20, 2021 | Natura e cicli di vita | 0 commenti

Benvenuta stagione autunnale!

La data del 21 Settembre tradizionalmente sancisce l’inizio dell’Autunno, periodo inaugurato dal secondo equinozio dell’anno (il primo lo troviamo in Primavera, a distanza esatta di 6 mesi, diametralmente opposto).

Cosa accade di speciale in occasione di questo evento? Be’, le temperature cominciano ad abbassarsi, la luce progressivamente diminuisce, rispetto agli splendori estivi.

Ma proprio in questo momento, ci troviamo in uno di soli due momenti esatti durante l’anno, in cui le ore di giorno hanno esattamente pari durata rispetto alle ore della notte. “Equinozio”, infatti, dal latino “aequae noctis”, indica che luce e buio sono adesso, per un breve istante, perfettamente bilanciati.

Dopo l’ampia traiettoria disegnata dalla luce solare nella volta celeste durante la stagione estiva, la sua corsa torna ad essere scandita con precisione da Est, punto in cui il Sole sorge, ad Ovest, punto in cui il Sole tramonta.

Ma lo sanno tutti che il Sole sorge ad Est e tramonta ad Ovest…cosa c’è di tanto particolare?

In realtà questa è la versione che si usa per convenzione, ma ciò che accade durante l’anno è che l’arco della luce solare è in costante cambiamento attraverso le stagioni. E’ racchiuso tra gli esatti Est ed Ovest soltanto, appunto, nei due Equinozi.

Nel resto dell’anno, troveremo più o meno ore della giornata, a seconda che la “camminata” della luce sia più ampia (come in Estate, da Nord-Ovest a Nord-Est) o più ristretta (come in Inverno, da Sud-Est a Sud-Ovest).

Lo sapevi già? Se leggi il mio Blog, probabilmente sì 😉

Cosa accade quindi da questo momento in poi nel ciclo dell’anno solare (ovvero, la rotazione completa della Terra intorno al Sole)?

Dopo questo breve momento in cui le forze di luce e buio si eguagliano, nei giorni seguenti le ore di luce tenderanno a diminuire progressivamente, fino a ridursi al minimo con il Solstizio d’Inverno (il giorno più corto dell’anno).

Questa è la progressione che ci attende ed è bene non farsi trovare impreparati!

L’Autunno è visto come una stagione in generale buia e fredda, ma sarà veramente così?
Scopriamo da vicino le sue caratteristiche!

Autunno nella Natura

Tutto il regno vivente sul pianeta dipende dalla luce solare per la sua attività: animali, piante ed anche gli essere umani sono soggetti ai sui ritmi ciclici!

Al diminuire della luce, assistiamo infatti a grandi cambiamenti nell’ambiente che ci circonda: non solo fuori di noi, ma anche dentro di noi, di riflesso a livello simbolico.

Questa è la stagione in cui la superficie terrestre (almeno nell’Emisfero Boreale) è esposta sempre meno ai raggi solari, dunque il loro calore si dissipa.

Ciò comporta un raffreddamento progressivo, responsabile di gran parte dei cambiamenti che osserviamo.

Il mondo naturale ha superato il picco di maturità e prosperità dell’Estate e si prepara a chiudere il suo ciclo vitale.

Le foglie sugli alberi cominciano a seccarsi e lasciano andare i loro verdi brillanti per tingersi di variopinti colori dai toni caldi: giallo, rosso, arancio, prima di esaurire completamente la loro linfa ed essere trasportate via dal vento, lasciando i rami secchi e spogli.

Possiamo notare che nella lingua inglese l’Autunno è “Autumn” in American English, ma in British English si chiama invece “Fall”, che significa però anche “caduta” e “cadere”: l’autunno è, appunto, il periodo in cui le foglie cadono dai rami.

Inoltre, la parola “foglie” al plurale è “leaves”, che significa anche “(egli/ella) lascia” (da “to leave”, “lasciare”). Staccandosi dai rami, le foglie lasciano l’albero che le aveva fatte spuntare e nutrite, per andare a loro volta a nutrire il suolo.

Il loro “sacrificio” sarà il fondamentale presupposto affinché nuove foglie e fiori prendano vita nella Primavera successiva. La loro vita finisce, ma, lasciando il passo al cambiamento, vita nuova può prendere il loro posto ed andare avanti in un ciclo perpetuo.

L’esistenza stessa delle forme viventi sul pianeta si basa sulla ciclicità: un rapporto circolare tra vita, morte e rinascita, in un moto eterno.

In questa fase anche la Terra comincia a rallentare, per poi spegnersi ed entrare in pausa durante l’Inverno.

I campi hanno dato generosamente i loro frutti e l’essere umano si appresta agli ultimi raccolti, che faranno da scorta per i mesi invernali, in cui la natura sarà arida, fredda e i campi coperti di neve.

Anche gli animali in questa fase si stanno preparando per quello che sarà il letargo invernale ed intanto fanno scorta di cibo nelle loro tane per sopravvivere ai mesi in cui la ricerca di provviste si rende impossibile dalle condizioni climatiche.

Nonostante le temperature suggeriscano che il freddo è in arrivo, l’Autunno è, in modo simile alla Primavera, un momento laborioso, produttivo, indaffarato, di gran “fermento” (per richiamarci al simbolo dell’uva e della sua trasformazione in vino, prodotto tipico della stagione): un preludio ad una nuova pausa, quella invernale – proprio come la Primavera prelude alla pausa estiva.

Tradizioni e simboli

In questo momento di passaggio, il clima comincia a cambiare ed il tepore del Sole estivo si riduce.

I mattini perdono la dolce lentezza estiva e sembrano aver fretta di trasformarsi in mezzogiorni. I pomeriggi si fanno dorati e si intrecciano a venticelli freddi che rendono l’aria frizzante. I mattini perdono la dolce lentezza estiva e sembrano aver fretta di trasformarsi in mezzogiorni. Il blu del cielo diventa più terso e cristallino, la patina luminosa dell’Estate, un ricordo. I tramonti anticipano e si accendono ora di sfumature infuocate, dall’arancio intenso al rosso violaceo: tutto diventa più languido e malinconico.
Persino le notti cambiano: la vivace colonna sonora del frescheggiare all’aperto cessa improvvisamente, al suo posto una ritrovata e silenziosa tranquillità.

Nelle tradizioni celtiche, scandinave e neo-pagane, questa festività corrisponde a Mabon, la festa dell’ultimo raccolto tra le celebrazioni della Ruota dell’Anno, concetto al quale questa serie di articoli del Blog si ispira.

E’ il tempo dell’ultimo raccolto: dopo il grano, arrivano uva e olive, per avere poi sulla nostra tavola vino e olio, e poi le castagne, da arrostire sul fuoco come ottima occasione per cercare un po’ di calore, al venire meno della compagnia del Sole.

I prodotti tipici che fanno da simbolo alla stagione rispecchiano le stesse armonie cromatiche del panorama: “come in cielo, così in terra!”.

Dopo il colore luminoso del grano, i campi si riempiono di una pianta infestante in particolare: la zucca gialla, protagonista immancabile della tradizione gastronomica di questo periodo, insieme alla mela (rossa) ed al melograno.

Questi ultimi frutti della stagione, in particolare, sono oggetto di ricchissima mitologia. La mela, in Latino “malus”, dal significato sovrapposto di “male, malevolo” ed il melograno, simbolo del mito di Persefone / Proserpina, sono richiami importantissimi del livello simbolico di questa stagione.

Se infatti l’Estate è il periodo della piena maturazione, rappresentando quindi un parallelo con la fase di vita adulta dell’essere umano, in cui è padrone del pieno delle sue forze, l’Autunno è invece il periodo in cui la manifestazione delle energie vitali si trasforma nel lasciarle andare.

La corsa verso la vita rallenta e cambia, diventa accettazione: del non vivere più con il “vento in poppa”, del farsi trasportare dalla marea anziché cavalcarla, accettazione del destino e dei suoi eventi.

L’Autunno è, quindi, quel passaggio produttivo in cui la maturità porta alla saggezza. E’ saggio, infatti, colui che ha vissuto abbastanza da apprezzare la natura non solo nei suoi aspetti più “belli” o produttivi o soddisfacenti, ma che ha imparato ad amarla anche quando la luce non lo abbraccia più e nel suo cuore i sentimenti si raffreddano. E’ la stagione della vecchiaia.

Sì, vecchiaia. Quella che a molti sembra quasi una parolaccia, da evitare a tutti i costi per non risultare offensivi (nel Lazio, ad esempio, non si usa quasi mai e si dice al suo posto “essere grandi”), è a tutti gli effetti una vera celebrazione della vita.

Essere vecchi significa, infatti, essere sopravvissuti abbastanza a lungo da poterci diventare. Significa aver accumulato conoscenza e ricchezza di spirito ed aver coltivato carattere, attraverso una collezione di esperienze di vita.

Significa aver vinto qualche battaglia, e forse averne perse anche di più, ma essere presenti e fieri lo stesso, nel qui ed ora, nel momento che prelude alla fine di tutto, alla morte.

Questa realizzazione dolce-amara è un frutto autunnale, proprio come la mela o il melograno che compaiono tra favole e leggende d’altri tempi proprio come simbolo di saggezza, padronanza morale, immortalità.

Non è l’eterna gioventù, che tanti inseguono, a portare merito o valore, ostinandosi a resistere allo spettro della morte, ma la pacifica accettazione della fine e del suo significato nel nostro ciclo vitale.

A livello del ciclo di vita e di fertilità, l’Autunno rappresenta tutte le fasi post-produttive: non solo l’anzianità dopo l’età adulta ed i suoi frutti, ma anche la menopausa dopo gli anni fertili; la fase luteale (post-ovulatoria) di riposo, dopo la forza dell’ovulazione; il post-partum dopo la gloria della gravidanza e l’apice del parto; la verifica di un progetto ed il suo bilancio, dopo averlo realizzato.

Sono tutte fasi alle quali la cultura occidentale moderna non ama affatto dare attenzione. Con la loro portata calante, sono percepite pericolosamente distanti da quella produttività incessantemente perseguita.

Spesso ci affascina solo la luccicanza di un volto giovane, di un ventre gravido, del bambino appena nato da cullare; ma agli acciacchi dell’anziana, alle fatiche di una neo-madre, al fallimento di un’impresa in cui si era investito tutto, nessuno dà le attenzioni che invece meritano.

Eppure andare d’accordo con le energie di questa fase è cruciale per il nostro benessere.

L’Autunno ed i suoi riflessi simbolici sono un’ottima occasione per imparare a rallentare, a preparare la fine, a prenderci cura anche dei lati scomodi della vita e saperne trovare la bellezza.

Ispirazioni per il benessere

Un aspetto importante dell’Equinozio di Autunno è il fatto che rappresenta un tempo di equilibrio.

Giorno e notte, simboli primordiali del bene e del male, hanno ora la stessa durata e sarà così ancora per un breve istante, prima che la luce cominci a diminuire in favore dell’oscurità. La direzione dell’energie, quindi, è calante (a differenza dell’Equinozio di Primavera in cui c’è ugualmente equilibrio, la direzione delle energie è crescente).

E’ dunque un momento in cui le energie della Natura favoriscono la riflessione ed i bilanci.

Non a caso, il Sole fa ingresso nel segno zodiacale della Bilancia, segno che rappresenta la giustizia, l’equità, il soppesare bene e male, pro e contro.
E’ un ottimo momento per rivalutare come e dove stiamo investendo le nostre energie, per amministrarle in modo più saggio e fare scelte più  congruenti con i nostri obiettivi.

Contemporaneamente, ci lasciamo alle spalle le energie del segno della Vergine, che con la sua operosità ed industriosità ha facilitato la creazione di nuove opportunità tra cui decidere.

L’ingresso in Autunno coincide anche con l’inizio del nuovo anno scolastico e la ripresa delle attività lavorative dopo le vacanze estive.

E’ un momento di cambiamento di cui approfittiamo per invertire la marcia. Se nei mesi caldi, la luce solare favorisce soprattutto la nostra energia fisica ed attivarci all’aria aperta, i mesi freddi ci invitano invece a concentrarci sulle energie psichiche, interiori, ritirandoci all’interno e a dedicarci ad attività soprattutto mentali, come l’apprendimento e lo studio.

Se l’Estate è un momento di espansione, come culmine di una crescita primaverile, l’Autunno è adesso un momento di ritiro, contrazione, riduzione delle energie proattive a favore di quelle riflessive. Se la giovinezza (Primavera) ci invitava alla spensieratezza e all’euforia, ora l’Autunno ci invita a dare più serietà ed attenzione al nostro mondo interiore, pur con lo stesso entusiasmo!

E’ per questo un ottimo momento dell’anno in cui decidere di intraprendere un percorso per la cura di se stesse. Molti corsi di studio, laboratori o percorsi di terapia psicologica cominciano proprio in questo periodo.

Simbolicamente, questo passaggio a livello della Natura rappresenta tutti quei momenti della vita in cui abbiamo raggiunto e superato la maturità e, dopo aver sfruttato il nostro potenziale ri-produttivo, siamo maturi da poter riflettere su ciò che abbiamo creato. Ci prepariamo al tempo stesso a lasciare andare ciò che è passato o non fa più parte della nostra vita e ci facilita a raccoglierci interiormente, come gli animali vanno in letargo.

E’ un tempo di rivolgimento interiore e di introspezione.

Dal punto di vista della fertilità, è associato con la fase luteale, il puerperio e la menopausa : tutti i momenti in cui il culmine vitale è stato realizzato e ci lasciamo alle spalle l’apice della nostra fertilità.

E’ un tempo ideale per riflettere e soppesare ciò che è stato e semplicemente riposare un momento; per accettare le decisioni passate e rivalutare il corso di azione per le future. Per osservare il proprio “raccolto” e riflettere su ciò che era stato “seminato”. Il cammino però continua! Nell’eterna ciclicità.

Un ultimo saluto alla luce, con uno sguardo indietro ed uno avanti, perfettamente in bilico tra buio e luminosità.

Come possiamo accogliere la stagione?

L’essere umano tende costantemente alla ricerca di equilibrio, come valore nella sua vita.

Ma l’equilibrio è spesso effimero, per cui ci sfugge, come fa la perfezione.

Apprezziamo allora l’Equinozio di Autunno per il breve momento di equilibrio e pausa che ci dona, consapevoli del significato che avrà per il periodo a seguire, ovvero l’ingresso nella stagione meno luminosa dell’anno, più ardua ed introspettiva.

Celebriamo il momento e celebriamo la nuova fase che inaugura per noi.

Ringraziamo noi stessi, gli altri, l’energia vitale della fertilità in noi: non a caso, in questa stagione si festeggia, nei paesi anglosassoni, la Festa del Ringraziamento (Thanksgiving).

Facciamo una passeggiata in mezzo alla Natura, in un parco o un bosco, e lasciamo che gli occhi si riempiano di nuovi e cali colori; inspiriamo a pieno, assaporando l’odore dell’aria.

All’ora del tramonto, prendiamoci un momento per scaldarci con un té speziato o cucinare frutti o ortaggi della stagione.

Fuori o in casa, osserviamo la luce scendere sull’orizzonte, e la città che si muove sotto di essa, gli alberi che ondeggiano e riflettono i colori della luce.

Ringraziamo il Sole che va spegnendosi, per tutto ciò che ci ha portato finora in questo anno e di cui continueremo a prenderci cura. Lasciamo andare, invece, quello che non ci serve più: facciamo spazio nei nostri armadi, nella nostra vita, nella nostra agenda. Dedichiamo le energie che si spengono solo a quello che conta veramente.

Accendiamo una candela color arancio e meditiamo sui momenti della nostra vita che associamo a questa stagione: la fine di una relazione, la fine di un percorso. Impariamo a chiudere i cerchi che abbiamo aperto, impariamo a lasciare andare ciò che ha finito il suo corso.

E voi?

Cosa vi piace di questa stagione e cosa invece non vi piace? Cosa amate fare per armonizzarvi alle energie di fertilità di questa stagione?

Buon Autunno a tutte!

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Jessica

Il mondo visto attraverso gli occhi della Psicologia della fertilità !

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