Il picco di di Primavera

Mag 1, 2021 | Natura e cicli di vita | 0 commenti

Siamo arrivati al culmine della stagione primaverile!

La data del 1° Maggio segna, infatti, un momento astronomico particolare, in quanto siamo in un punto perfettamente equidistante tra il precedente Equinozio di Primavera (21 Marzo) ed il prossimo Solstizio di Estate (21 Giugno), rispettivamente l’ingresso e la fine della stagione.

Ci troviamo quindi all’apice delle energie primaverili, che adesso potremo osservare in tutto il loro splendore!

Infatti questo passaggio segnala che abbiamo davanti le 6 settimane più luminose dell’anno, in cui le ore di luce predominano su quelle di buio (per una spiegazione approfondita dei fenomeni astronomici stagionali, potete leggere questo articolo del blog).

Da qui in poi, la durata del giorno sarà quotidianamente maggiore della durata della notte, in modo crescente, culminando con il giorno più lungo dell’anno, ovvero il Solstizio di Estate.

Se il Sole sorgeva esattamente ad Est e tramontava esattamente ad Ovest all’Equinozio di Primavera, adesso la sua traiettoria è sempre più ampia nella volta celeste, sorgendo ad Est-Nord-Est e tramontando ad Ovest-Nord-Ovest.

Il suo arco diventerà massimo, appunto, in occasione del Solstizio di Estate, in cui sorgerà a Nord-Est e tramonterà a Nord-Ovest, compiendo la sua traiettoria più lunga ed offrendo così la sua luce per un tempo maggiore nella giornata.

Ciascuna delle quattro stagione dell’anno dura tre mesi ed ha il suo “culmine” esattamente a metà. Per conoscere il calendario ed avere la spiegazione astronomica di questi fenomeni, leggi l’articolo I cicli della Natura e della vita.

Molto spesso questi momenti consistono in cambiamento drastico e repentino della stagione.

Ad esempio, se la Primavera è stata più fredda o piovosa del solito o la maturazione delle piante sembra ancora indietro, una volta superato il culmine, ecco che la stagione inaspettatamente si rivela e si manifesta in tutta la sua forza (in parte questo dipenderà anche dalle fasi lunari di quell’anno).

Grazie alla maggior esposizione alla luce solare, questo è il periodo dell’anno in cui tutta la vita dell’emisfero boreale del nostro pianeta – tanto il regno animale quanto quello vegetale – riceve una sferzata di energia e viene stimolata ad essere prolifica e a raggiungere il suo apice di nuova produttività, creatività e generatività.

Se all’inizio della Primavera le energie erano in risveglio, adesso sono tese nella direzione del loro trionfo maturo.

In questo momento si completano le fioriture di alberi e piante, che porteranno a frutti maturi in Estate.

E’ una stagione popolare per l’accoppiamento delle specie mammifere, perché troveranno cibo e risorse nei luminosi mesi a venire e potranno partorire ed accudire i loro piccoli nelle loro tane nei mesi più freddi.

Per questi motivi, è il momento dell’anno che per eccellenza in varie tradizioni è associato alla fertilità, alla sessualità ed alla procreazione per eccellenza.

A livello simbolico, se la prima parte della Primavera è associata alla pubertà ed al primo risveglio delle energie sessuali, questo momento dell’anno rappresenta invece l’adolescenza matura, consapevole di sé e pronta per trasformarsi nell’apice rigoglioso dell’età adulta.

Tradizioni e simboli

Nelle tradizioni celtiche, scandinave e neo-pagane, questa festività è molto sentita e celebrata con il festival di Beltane (dal gaelico, “fuoco luminoso”) o Calendimaggio o Notte di Valpurga.

In tutte queste celebrazioni, il tema centrale è rappresentato dalla potenza della luce del fuoco, simbolo della forza del Sole che raggiungerà il suo massimo in questo periodo dell’anno.

Fanno parte di questa tradizione quindi i falò, fiaccolate e balli intorno alla luce del fuoco, per festeggiare la gioia legata alla massima espressione di sé e della propria forza vitale, produttiva e riproduttiva, che adesso sprigioniamo nel riflesso della grande luce di questa stagione.

A questi si associano molti rituali festivi che onorano la fertilità e la guarigione.

In alcune di queste tradizioni, la notte del 1° Maggio era dedicata alla celebrazione di rituali a tema sessuale, ritenuti di buon auspicio per la fertilità della coppia, ma anche per propiziare un buon raccolto e la fertilità della terra.

Questa porzione matura della Primavera incarna, infatti, l’unione sacra tra il principio vitale maschile e quello femminile e la loro capacità di generare un terzo, prima inesistente, dalla sintesi delle loro energie quando queste sono mature e capaci di raggiungere un apice, metafora anche del culmine del piacere con l’orgasmo.

Altre tradizioni relative al 1° Maggio impiegano, per questo motivo, simboli molto eloquenti della sessualità maschile e femminile.

Tra questi, il Palo di Maggio dei culti indoeuropei, definito anche come “albero della cuccagna”, un tronco di legno issato in verticale e ricoperto di nastri colorati, avvolti attorno alla sua circonferenza attraverso un moto a “girotondo”, anch’esso, a sua volta, simbolo della ritmicità dell’amplesso.

Questo simbolo fallico rappresenta il principio maschile, lineare non solo nella forma (del pene eretto), ma anche nel tempo della fertilità dell’uomo, sempre uguale a se stessa nell’arco di vita.

Invece, a rappresentare il principio femminile, circolare nelle forme (del seno, del bacino, dei genitali) e del tempo ciclico della sua fertilità, troviamo la circolarità delle ghirlande intrecciate di fiori, grazie alla loro abbondanza in questa stagione, usate come ornamento o indossate in queste cerimonie.

Da osservare che tra i sinonimi della parola “fiore” troviamo anche “culmine”, “apice” (es. essere nel “fiore” degli anni) ed il fiore è anche l’organo sessuale della pianta!

Anche al giorno d’oggi, una parte di queste tradizioni sopravvive fino a noi, dato che il mese di Maggio è un periodo molto gettonato dalle coppie per celebrare il matrimonio.

E’ anche la stagione in cui si concentrano anche altri tipi di celebrazione dei progressi svolti verso l’adultità, per esempio attraverso le cerimonie di Comunione o Cresima di bambini e ragazzi.

Anche la fine dell’anno scolastico si colloca in questa stagione in moltissimi Paesi e si festeggiano la maturazione ed i traguardi raggiunti dopo un anno di duro lavoro.

Altri modi in cui possiamo ritrovare lo spirito di questi festeggiamenti nel mondo è nel festival del Cinco de Mayo, celebrato in Messico e in USA.

Anche se questa festa ha uno sfondo politico (la vittoria della battaglia di Puebla), è impossibile non notare che i valori di libertà e gioia (per la democrazia) vengono rappresentati dall’uso di costumi folkloristici in colori sgargianti, dalle forme che ricordano petali aperti, di fiori e musica.

Molti elementi decorativi di questa festa riprendono quelli usati nella celebrazione del Dia de Los Muertos, anch’essa messicana e sovrapposta alla più conosciuta Halloween, di cui condivide il significato, ma diametralmente opposta a questa nel calendario della Ruota dell’Anno.

Il richiamo tra opposti – luce e buio, morte e vita – è infatti uno dei temi più affascinanti offerti dallo studio delle tradizioni basate sulla ciclicità della Natura (l’astrologia, tra queste, offre molti spunti in questo senso).

Tra i riferimenti alle tradizioni, non può mancare quello alla Festa della Mamma, festeggiata in questo periodo, in date solo leggermente diverse a seconda dei Paesi (in Italia, la seconda domenica di Maggio).

Anche questa festività è un esempio di tradizione riportata in voga in epoche più recenti (in questo caso, negli anni ‘20 del secolo scorso), ma che ha le sue radici in culti molto più antichi, risalenti ai tempi dell’Antica Grecia ed Antica Roma, con i culti di Cibele e Rhea, divinità che rappresentano la figura della Madre.

A proposito di maternità, è interessante notare come proprio il 5 Maggio coincida anche con la Giornata Internazionale dell’Ostetrica, istituita nel 1991 ed osservata da allora in oltre 50 Paesi, attraverso attività di sensibilizzazione sul ruolo professionale di questa figura, centrale nel sostegno alla salute della donna, non solo durante la gravidanza, la nascita ed il puerperio, ma in tutte le fasi della sua vita riproduttiva.

Questo viaggio nel calendario, tra antichità e modernità, ci richiama senz’altro l’importanza dell’elemento tempo, come principio governante delle fasi della ciclicità e della fertilità.

Ispirazioni per il benessere

La figura della Madre è senz’altro il simbolo più atavico e potente dell’energia creatrice e donatrice di vita.

L’esperienza della maternità, come frutto del rapporto sessuale, rappresenta l’arco evolutivo che più concretamente esprime l’essenza di questa forza. Tuttavia, è fondamentale ricordare che “essere madre” non si declina esclusivamente attraverso la riproduzione biologica, ma si esprime ogni qualvolta diamo vita e portiamo alla luce qualsiasi progetto o idea utili per la collettività.

Ne troviamo conferma a livello linguistico (le parole sono lo specchio del mondo psicologico!), con espressioni comuni quali “partorire un pensiero” oppure “avere una mente fertile”, ad indicare che il prodotto della nostra fertilità personale ha valore anche quando è astratto.

E se da una parte è più probabile che un improvviso desiderio di maternità o paternità colgano di sorpresa in questo periodo dell’anno, stimolato dal calore della stagione e dal rinnovo dell’energia vitale, naturalmente ciò non significa che sia l’unico momento in cui ciò è possibile né che sia necessariamente quello ideale per la nostra fertilità.

Dipenderà molto anche dal nostro personale allineamento con le forze stagionali e con gli archetipi che rappresentano, però comprendere la qualità delle energie in cui siamo immersi è sempre favorevole per il nostro benessere.

Dal punto di vista del ciclo dei segni zodiacali, ci troviamo nel segno del Toro, segno di Terra, fisso, simbolo collegato al nostro legame con il terreno, l’agricoltura, la nostra capacità di coltivare la natura nelle sue forme più materiali, dirette e concrete.

A livello anatomico, il Toro rappresenta però anche la gola, dunque l’espressione del nostro Io, che spesso è la gran parte di ciò che muove il desiderio di generatività (“ri-produzione” = “produco, di nuovo, me stesso/a”. Ovvero, “mi esprimo”).

Questo segno rappresenta infatti tutte le forme di manifestazione del Sé, attraverso il suono della voce, il canto o la danza, attività che ci mette in contatto diretto con la terra, con il suolo, che onora il nostro rapporto con essi. Governato da Venere, è il segno dell’amore, della bellezza e dell’armonia per eccellenza, intese nelle loro accezioni più carnali e fisiche.

Tutto questo ci ricollega al senso delle festività descritte prima, come forme di celebrazione della sessualità, ma anche della sensualità – un concetto affine, ma spesso molto più trascurato – riferito alla capacità di sperimentare il mondo attraverso i nostri sensi e di trarne piacere.

Allinearci a questa fase dell’anno può significare quindi esplorare il proprio desiderio, in tutte le sue forme.

Dal desiderio sessuale al desiderio di essere genitori, fino al desiderio di manifestare senso e realizzazione matura di se stessi nella propria vita.
Ma dove viene il desiderio? Se seguiamo l’etimologia, viene “dalle stelle” (“de sideris”, dal Latino). E se pensiamo a qualcosa che chiediamo di ottenere, magari con lo sguardo rivolto al Cielo, è naturale che abbia senso vederla così.

In questo contesto, però, propongo di pensarlo nella sua accezione di una forza che brama, che chiede, che ricerca qualcosa di cui ha voglia: in una parola, una fame.

Non a caso, l’archetipo del Toro, associato alla gola, rappresenta anche la golosità e la ricerca di esperienze sensoriali appaganti, piacevoli e soddisfacenti.

Rappresenta il nostro diritto di trarre piacere dall’esperienza terrena della vita (alle giuste condizioni, evitando gli eccessi, pena la perdita di equilibri e di salute).

E come la stagione adesso ci presenta i suoi colori accesi ed il suo calore, carichi di vita, anche noi possiamo mostrare il meglio di noi, splendere sotto il Sole, manifestando nella nostra capacità di esserci, qui e ora, su questa Terra.

Tutto ciò che ci ricorda di cosa è fatto il mondo intorno a noi e che stimola la nostra sensorialità è in grado di ricordarci un po’ meglio chi siamo.

Attraverso il blu smagliante di un cielo sereno, la vista delle colline verdeggianti, il cinguettìo di uccelli indaffaratissimi coi loro nidi, l’odore di piante nell’aria, il tocco avvolgente o il bacio sensuale dell’amato/a: tutto ci ricorda che siamo qui, adesso, e siamo vivi. E già questo è fertilità, già questo è guarigione.

Buona continuazione di Primavera!

Arrivederci al Solstizio di Estate…

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